Deathlike Silen...'s profile† Black metal ist krieg ...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    February 01

    Odino

    Odino
    dio della guerra, poesia e saggezza
     E' la principale divinità del mito scandinavo e dei miti dei popoli del Nord.

    Egli vive nel Valhàlla, il regno destinato ai guerrieri valorosi. Padre della poesia, creatore dell'universo e del tempo, reca sulle spalle due corvi, Hugia, lo spirito, e Mùnnia, la memoria.

    Odino (norreno Óðinn, anglosassone Woden, tedesco Wotan è una delle principali divinità del pantheon norreno, e in particolare dio della guerra, della magia, della sapienza e della poesia.
    Odino dimora ad Ásgarðr, nel palazzo di Válaskjálf innalzato da lui stesso, dove, seduto sul trono Hliðskjálf, osserva ciò che accade in ciascuno dei Nove Mondi. In battaglia brandisce Gungnir, la sua lancia e cavalca Sleipnir, il suo destriero a otto zampe, nato da una portentosa unione tra il dio Loki (momentaneamente trasformato in giumenta) e il cavallo Svaðilfœri.
    Figlio di Borr e della gigantessa Bestla, fratello di Víli e , marito di Frigg e padre di molti degli dèi, tra cui Thor, Baldr, Víðarr e Váli. Spesso viene inoltre definito "padre di tutti gli dèi", o addirittura Allföðr ("padre del tutto").
    Come dio guerriero raduna gli eroi morti in battaglia nel Valhalla, gli einherjar, presiedendo al loro banchetto. Infine Odino guiderà gli dèi e gli uomini contro le forze del caos nell'ultima battaglia, quando giungerà il Ragnarök, la fine del mondo, nel quale il dio sarà ucciso, inghiottito dal temibile lupo Fenrir, per essere immediatamente vendicato da Víðarr che ne lacererà le fauci dopo avergli piantato un piede nella gola.
    Un importante tempio di Odino sorgeva ad Uppsala, in Svezia.
     
    La saggezza di Odino
     
    Essendo il più antico degli dèi e il creatore del mondo e di tutte le cose, Odino è il signore della sapienza, conoscitore delle cose antiche e profonde. Egli ha imparato per primo tutte le arti e in seguito gli uomini le hanno apprese da lui. Tra i molti epiteti di Odino, parecchi si riferiscono alla sua immensa sapienza: Fjölnir e Fjölnsviðr ("assai sapiente"), Sanngetall ("che intuisce il vero"), Saðr o Sannr ("che dice il vero"), Forni ("antico") e Fornölvir ("antico sacerdote"), cioè conoscitore di tutte le cose dal principio.
    La sapienza di Odino è conoscenza, magia e poesia al tempo stesso. Egli non solo conosce i misteri dei Nove Mondi e l'ordine delle loro stirpi, ma anche il destino degli uomini e il fato stesso dell'universo.
    Odino ama disputare con creature antiche e sapienti. Sotto le mentite spoglie di Gágnraðr ("stanco del cammino") si giocò la vita sfidando a una gara di sapienza il possente gigante Vafþrúðnir, la cui erudizione era rinomata in tutti i Nove Mondi, e dopo una serie di domande sul passato, il presente e il futuro del mondo, a cui il gigante rispose prontamente, Gágnraðr domandò allora che cosa avesse sussurrato il dio Odino a Baldr prima che questi fosse posto sulla pira. Vafþrúðnir a questo punto lo riconobbe, ma aveva ormai perso la gara.
    Un'altra volta, dicendo di chiamarsi Gestumblindi ("l'ospite cieco"), il dio sfidò un re di nome Heiðrekr ad una gara di indovinelli. Dopo una serie di quesiti a cui il re rispose senza difficoltà, Odino gli pose la medesima domanda che già aveva posto a Vafþrúðnir. A quella domanda il re cercò di ucciderlo, ma il dio gli sfuggì trasformandosi in falco.
    Odino tiene accanto a sé la testa recisa di Mímir, fonte inesauribile di conoscenza che gli rivela molte notizie dagli altri mondi (Völuspá 45). In un'altra versione (Völuspá 28) dello stesso motivo mitologico, Odino si cava un occhio e lo offre in pegno a Mímir per attingere un sorso di idromele da Mímisbrunnr, la fonte della saggezza che il gigante custodisce. L'occhio di Odino rimane, quindi, nella fontana e lo stesso Mímir ne beve ogni giorno l'idromele. Da quella mutilazione derivano gli epiteti di Bileygr ("guercio") e Báleygr ("occhio fiammeggiante").
     
    Le rune
     
    Odino conosce i segreti delle rune, le lettere che, incise sul legno, sulla pietra, sulle lame delle spade, sulla lingua dei poeti, sugli zoccoli dei cavalli, sono l'origine stessa di ogni conoscenza e di ogni potere. Odino ottenne questa sapienza, diventando il primo Erilaz, ovvero il primo "maestro runico", immolando sé stesso in sacrificio a sé stesso.
    Infatti per apprendere l'arte delle rune e della divinazione rimase appeso a un albero (verosimilmente Yggdrasill) per nove giorni e nove notti. (per maggiuri informazioni sulle rune, vedi l'intervento del 22 dicembre nella categoria mitologia nordica)
     
    (INFORMAZINI PRESE DA: http://it.wikipedia.org/wiki/Odino)

    December 22

    Le rune

    (la foto rappresenterebbe l'ascia di Odino)
     
    Le rune
     
    La scrittura runica detta anche Futhark (dalla pronuncia dei primi sei segni), è la più antica scrittura alfabetica che sia stata adottata dai popoli nordici. Le Rune sono lettere dell'alfabeto sacro che i popoli nordici usavano già più di 2000 anni fa.
    Non si conosce il periodo preciso in cui entrano in uso presso queste popolazioni, ma è certo che prima di assumere il valore di un vero e proprio alfabeto, venivano usate con valenze e significati magici. E' dalla notte dei tempi che l'uomo ha consultato le Rune. Tracciate col fuoco sul legno o dipinte col sangue di un animale sacrificato, incise su pietre rupestri, sul tronco di alberi sacri, su armi ed armature, su superfici di legno o d'osso, su ornamenti e amuleti, questi segni grafici divinatori sono intrisi di valenze esoteriche e di conoscenze magiche ed arcaiche.
     Nei tempi antichi chi sapeva "leggere" le Rune era tenuto in molta considerazione e le sue interpretazioni non venivano mai discusse. Le rune non hanno solo il significato di protezione, ma anche quello di mistero e tutto l'alfabeto runico ha un profondo significato religioso e spirituale. 
    Iscrizioni runiche sono state rinvenute in tutta l'Europa occidentale, su monumenti in pietra, oggetti metallici quali punte di lancia o amuleti. La più antica iscrizione pervenuta risale alla metà del III secolo. Fra il IV e il XII secolo le rune furono impiegate diffusamente: sono sopravvissute più di quattromila iscrizioni e diversi manoscritti.
    Una forma di scrittura runica fu impiegata in Scandinavia nel Medioevo in alternativa all'alfabeto latino usato dagli ecclesiastici, e un uso occasionale delle rune sopravvisse nella Svezia rurale almeno fino al XVII secolo.

    Gli Dei e le rune

     
    Odino (Othin, Wotan) E' il più potente degli dei, capace di ogni magia guerriera, descritto come
    bello d'aspetto. E' il dio guerriero per eccellenza, porta armi fabbricate espressamente per lui ed ha la
    caratteristica di parlare sempre in versi. Le sue parole hanno carattere magico , del resto
    governa le rune , il mitico alfabeto sacro.
    Anticamente le rune erano usate dai popoli nordici sia come linguaggio sia come metodo di
    divinazione, ma anche come strumento magico per scagliare maledizioni o per guarire malattie.
    I miti nordici narrano che Odino, padre degli dei, trascorse 9 giorni e 9 notti appeso
    all’albero della vita a testa in giù con il costato trafitto da una lancia. Nell’estasi vide
    le rune e la raccolse per poi donarle agli uomini affinché potessero comunicare con gli dei.
    Ma per questo dono agli uomini dovette sacrificare il suo occhio.
    Moltissimi, poi, sono i nomi con i quali viene definito Odino: spesso questi servivano anche
    a celare la sua reale identità, nascondendo, dietro il nome, enormi poteri.
     
    Thorn
     
    Thor figlio di Odino e di una dea della Terra era, dopo il padre, il più forte e il più potente fra
    gli dei. Come indica il nome Thor, in antico tedesco Donar, corrispondente al tedesco moderno
    Donnerer, "il Tonante", era il signore del tuono e delle tempeste.
    E' lo strenuo difensore degli uomini dagli assalti dei giganti e delle forze del male
    ed è molto amato anche perché è uno dei pochi dei il cui culto non richiede sacrifici umani.
    In generosità è superato solo da Balder, cui peraltro è molto legato. Thor è principalmente
    una divinità guerriera, ed infatti possiede due potentissimi oggetti, una cintura che aumenta
    la sua forza ed il martello Mjomnir, in grado di colpire e tornare nelle mani di chi lo ha
    lasciato. Nelle mani di Thor questo martello poteva distruggere montagne e creare valli immense.
    Mentre Odino è un dio imprevedibile, Thor è il dio dell'ordine stabilito ed ha moltissimi
    nemici, soprattutto giganti. Stranamente viene spesso rappresentato insieme a Loky, il Dio
    più malvagio, ed a volte i due agiscono anche insieme, a testimonianza che bene e male
    devono coesistere nell'universo.
    Il culto di Thor durò a lungo nelle regioni scandinave. Il dio, associato al lampo ed al
    tuono, è stato paragonato a Zeus ed Ercole nel mondo occidentale. Sul suo aspetto ci sono
    varie immagini, ma in generale appare molto alto, con barba e capelli castani o neri.
    Su un carro trainato da caproni combatteva contro mostri e giganti.
    Thor fu il più popolare fra gli dei del mondo germanico.
    Oltre a Odino, re degli dei e signore della guerra e della magia, e a Thor, dio del tuono,
    le principali divinità della mitologia nordica erano la moglie di Odino, Frigg, dea
    del focolare domestico

    Pagenesimo

     
    La religione nordica pagana è un groviglio intricato di credenze, miti e rituali e non è
    sempre facile districarsi nei loro meandri. In Scandinavia, come in molte parti dell’Europa
    le prime forme religiose erano fortemente legate alla natura e ai suoi cicli. Possiamo dire
    che verso il II millennio a.C. la religione, oltre alla società stessa, era di tipo matriarcale,
    con riti legati alla fertilità e ai raccolti. Fondamentale importanza ha il culto della Grande
    Madre, delle vergini feconde i cui santuari erano le foreste e le fonti.
    Gli dei scandinavi erano serviti da una classe di sacerdoti e capi delle tribù detti godar,
    che si occupavano dei rituali religiosi. Originariamente il culto si svolgeva all'aperto,
    sotto alberi tutelari, presso pozzi sacri o entro spazi delimitati da pietre sacrali.
    Più tardi vennero usati templi di legno con altari e rappresentazioni scolpite degli dei.
    Il tempio più importante si trovava nell'antica Uppsala, in Svezia, dove si svolgevano
    sacrifici di animali, ma anche di esseri umani.
    Le prime divinità nordiche erano i Vani. Etimologicamente il nome deriva dalla radice
    VEN o VINR che significano “desiderare” o “amore”. Queste divinità benefiche e appunto
    legate alla terra e ai riti di fertilità; vivevano nel VANAHEIMR, il “paese dei Vani”,
    in una società chiusa verso l' esterno.